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L’eredità del ’68 – Cinquant’anni dopo

“ L’uomo è condannato a essere libero; condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa ”
Jean Paul Sartre

“ Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha bisogno, ma che egli, per qualche ragione, pensa che sia una buona idea darle ”
Andy Warhol

Queste frasi di due splendidi autori, un filosofo letterato e un artista, hanno calcato la scena di un anno della nostra storia e segnano il percorso del nostro avvicinarci a un fenomeno culturale che ha interessato quasi tutti i paesi del mondo.

Lo svolgersi degli eventi in un tempo relativamente ristretto contribuì a identificare il movimento col nome dell’anno in cui esso si manifestò in modo più attivo. Ciò che accadde nel mondo politico e sociale ha diviso l’opinione pubblica e i critici fino ai giorni nostri. E qui ci siamo noi del 2018, eredi di questi cinquanta anni trascorsi. Con i nostri lavori abbiamo voluto beneficiare, di tutte le idee contraddittorie createsi, per tradurlo con il pensiero di persone che vivono la propria realtà.

Noi siamo ancora qui a “fare arte”, o almeno ci proviamo, come diceva Warhol, e vogliamo respirare quella libertà di cui ci parlava Sartre. Abbiamo affrontato argomenti come la musica, pane quotidiano dei giovani anche oggi, che è ancora un arma pacifica per tentare di cambiare il mondo. Abbiamo parlato di pace e amore. Gli slogan contro la guerra di quell’anno sono ancora utili perché non sembra che le guerre non esistano più!

Quei giovani hippy che inneggiavano la loro ricerca sfrenata della totale libertà, che ha dato espressione alle pellicole di molti registi e alla musica di molti artisti diventano oggi simbolo di una gioventù che viveva lottando per i propri valori a contatto con la natura e tutto quello che gli apparteneva.

Nei nostri gioielli abbiamo rivissuto temi come la centralità dell’uomo e l’universo, concentrazione e rarefazione, mandala ed interiorità, il simbolismo e le geometrie.

Nei temi affrontati con la nostra pittura e la scultura abbiamo inseguito lo spirito di protesta , la lotta femminista contro la sottomissione della donna per il miglioramento della società.

Questo nostro ricordare non è qualcosa che non esiste più o che sia stato totalmente sconfitto; sono temi che persistono ancora oggi.

Inoltre la body art, che nasce nel 68, inneggia un fare arte pura nata dalle nostre menti e dagli stessi movimenti del nostro corpo, arte che non diventi solo parte di un frenetico meccanismo della commercializzazione.

Infine gli alunni con i lavori di grafica riescono persino a entrare, grazie alla tecnologia, in quell’ambiente storico, con l’illusione di diventare persino fotoreporter, inseguendo i protagonisti della scena del 68.

Invitiamo tutti a intraprendere questo viaggio con noi.

Prof.ssa Patrizia Curatolo

(Referente eventi artistici del Liceo Artistico Perugini – Foggia)